L'Etna,
un tempo noto anche come
Mongibello, è un vulcano attivo che
si trova sulla costa orientale della
Sicilia, tra Catania e Messina e dista
circa 45 km dall’hotel La Ville . È il
vulcano attivo più alto del continente
europeo e uno dei maggiori al
mondo. La sua altezza che varia a causa
delle sue eruzioni, si aggira
attualmente sui 3.340 m mentre il suo
diametro è di circa 45 chilometri. Esso
è in perenne attività e appare spesso
sovrastato da un pennacchio di fumo. A
periodi abbastanza ravvicinati entra in
eruzione iniziando in genere con un
periodo di degassamento ed emissione di
cenere vulcanica a cui fa seguito
un'emissione di magma abbastanza fluido,
talvolta queste eruzioni attirano folle
di visitatori, d'ogni parte del mondo, a
causa della loro spettacolarità. In
genere le eruzioni dell'Etna pur
fortemente distruttive delle cose, non
lo sono per le persone, se si eccettuano
i casi fortuiti o di palese imprudenza
come quello dell'improvvisa esplosione
di massi del 1979 che uccise nove
turisti e ne ferì una decina di altri
avventuratisi fino al cratere appena
spento. Le pendici dell'Etna oggi
ospitano oltre 250 coni avventizi che
sono stati un tempo crateri attivi
apertisi a varie quote. Certamente tra i
crateri più famosi abbiamo "Monti Rossi"
apertisi nel 1669 a quota 800 m e i
"Silvestri" apertisi nel 1892 a circa
2000 m . Nella parte sommitale dell'Etna
si osservano quattro crateri a condotto
aperto, denominati: Bocca Nuova,
Voragine, Cratere di Sud-Est, Cratere di
Nord-Est, avendo ciascuno di essi un
diametro medio di circa 250 metri.
La parte est del vulcano ospita la "Valle del Bove", una caldera che si
è formata in seguito ad un imponente
collasso calderico, circa 10.000 anni
fa, le cui dimensioni sono di circa 10
km per 7 km, raggiungendo 900 metri
circa di profondità.
Il
vulcano si è formato nel corso dei
millenni con un processo di costruzione
e distruzione iniziato intorno a 600.000
anni fa, nel Quaternario. Al suo posto
si ritiene vi fosse un ampio golfo nel
punto di contatto tra la zolla
euro-asiatica a nord e la zolla Africana
a sud, corrispondente alla catena dei
monti Peloritani a settentrione e
all'altopiano Ibleo a meridione. Fu
proprio il colossale attrito tra le due
zolle a dare origine alle prime eruzioni
sottomarine di lava basaltica
fluidissima con la nascita dei primi
coni vulcanici, al centro del golfo
primordiale detto pre-etneo. Si ritiene
che tra 200 e 100.000 anni fa questi
coni entrarono in una nuova fase di
attività eruttiva emettendo lave di
altro tipo. Il principale dei coni, che
viene denominato dagli studiosi Monte
Calanna, è oggi inglobato al di sotto
del vulcano. Cessata l'attività di
questo, circa ottantamila anni fa entrò
in eruzione un nuovo complesso di coni
vulcanici, detto Trifoglietto, più ad
ovest del precedente, esso fu un vulcano
estremamente pericoloso, di tipo
esplosivo, che emetteva lave di tipo
molto viscoso. L'attività vulcanica si
spostò poi ancor più ad ovest con la
nascita di un ulteriore bocca vulcanica
a cui viene dato il nome di Trifoglietto
II. Il sistema collassò circa 64.000
anni fa dando origine all'immensa
caldera detta Valle del Bove profonda
mille metri e larga cinquemila. Il
collasso del vulcano che con le sue
eruzioni ormai aveva riempito quasi del
tutto il golfo preesistente, portò ad un
lungo periodo durato circa 30.000 anni
in cui si alternavano fasi di effusione
lavica basaltica a fasi esplosive
violente con formazione di tufi e altri
prodotti piroclastici; al termine del
periodo, un nuovo grande cono laterale,
ancora più ad ovest, entrò in attività.
Era nato il Mongibello, che è quello che
forma il complesso ancor oggi in
attività. Nel corso del tempo si sono
avute fasi di stanca e fasi di attività
eruttiva, con un collasso del Mongibello
intorno a ottomila anni fa; le lave sono
ritornate ad essere di tipo fluido
basaltico e si sono formati altri coni
di cui alcuni molto recenti come la
Bocca Nuova e il cratere di Nord-est. Il
vulcano attuale è ricoperto inoltre di
piccole bocche laterali, detti crateri
avventizi, prodotti dalle varie eruzioni
nel tempo.
A
memoria storica si ricordano
centinaia di eruzioni di cui alcune
fortemente distruttive. L'eruzione più
lunga a memoria storica è quella del
luglio 1614. Il fenomeno durò ben
dieci anni ed emise oltre un miliardo di
metri cubi di lava, coprendo 21
chilometri quadrati di superficie sul
versante settentrionale del vulcano. Le
colate ebbero origine a quota 2550 e
presentarono la caratteristica
particolare di ingrottarsi ed emergere
poi molto più a valle fino alla quota di
975 m , al di sopra comunque dei centri
abitati. Lo svuotamento dei condotti di
ingrottamento originò tutta una serie di
grotte laviche, oggi visitabili, come la
Grotta del Gelo e la Grotta dei Lamponi.
Nel 1669 avvenne l'eruzione più
conosciuta e distruttiva, che raggiunse
e superò, dal lato occidentale, la città
di Catania; ne distrusse la parte
esterna fino alle mura, circondando il
Castello Ursino, che sorgeva su uno
sperone roccioso allungato sul mare, e
superandolo creò oltre un chilometro di
nuova terraferma. L'eruzione fu
annunciata da un fortissimo boato e da
un terremoto che distrusse Nicolosi e
danneggiò altri paesi vicini. Poi si
aprì una enorme fenditura a partire
dalla zona sommitale e, sopra Nicolosi,
si iniziò l'emissione di un'enorme
quantità di lava. Il gigantesco fronte
lavico avanzò inesorabilmente
seppellendo Malpasso, Mompilieri,
Camporotondo, San Pietro Clarenza, San
Giovanni Galermo e Misterbianco oltre a
villaggi minori dirigendosi verso il
mare. Si formarono i due coni che oggi
sono denominati Monti Rossi, a Nord di
Nicolosi. L'eruzione durò 122 giorni ed
emise un volume di lava di circa 950
milioni di metri cubi. Nel 1892
un'altra eruzione portò alla formazione,
a circa 1800 m di quota, del complesso
dei Monti Silvestri. Nel 1928, i
primi di novembre, iniziò l'eruzione più
distruttiva del XX secolo. Essa portò,
in pochi giorni, alla distruzione della
cittadina di Mascali. La colata
fuoriuscì da diverse bocche laterali sul
versante orientale del vulcano e
minacciò anche Sant'Alfio e Nunziata.
L'eruzione del 5 aprile del 1971
ebbe inizio a quota 3050 da una voragine
dalla quale l'emissione di prodotti
piroclastici formò l'attuale cono
sub-terminale di Sud-est. Vennero
distrutti l'osservatorio Vulcanologico e
la Funivia dell'Etna. Ai primi di maggio
si aprì una lunga fenditura a quota
1800m, che raggiunse Fornazzo e minacciò
Milo. L'eruzione del 1981 ebbe
inizio il 17 marzo e si rivelò
abbastanza minacciosa: in appena poche
ore si aprirono fenditure da quota 2550
fino a 1140. Le lave emesse, molto
fluide, raggiunsero e tagliarono la
Ferrovia Circumetnea; un braccio si
arrestò appena 200 metri prima di
Randazzo. Il fronte lavico tagliò la
strada provinciale e la Ferrovia
Taormina-Alcantara-Randazzo delle
Ferrovie dello Stato, proseguendo fino
alle sponde del fiume Alcantara. Si
temette un disastro ecologico per tutta
la pittoresca e fertile vallata, ma la
furia del vulcano si arrestò alla quota
di 600 m. Il 1983 è da ricordare
oltre che per la durata dell'eruzione,
131 giorni, con 100 milioni di metri
cubi di lava emessi (che distrussero
impianti sportivi e la funivia
dell'Etna), anche per il primo tentativo
al mondo di deviazione per mezzo di
esplosivo della colata lavica.
L'eruzione si presentava abbastanza
imprevedibile, con numerosi
ingrottamenti ed emersioni di lava
fluida a valle, che fecero temere per i
centri abitati di Ragalna, Belpasso e
Nicolosi. Pur tra molte polemiche, e
divergenze tra gli studiosi, vennero
praticati, con notevole sacrificio date
le altissime temperature che arrivavano
a rovinare le punte da foratura, decine
e decine di fornelli per consentire agli
artificieri di immettere le cariche
esplosive. La colata venne deviata ma il
successo fu solo tecnico. L'eruzione
ebbe termine ben presto. Il 14 dicembre
del 1991 ebbe inizio la più lunga
eruzione del XX secolo (473 giorni), con
l'apertura di una frattura eruttiva alla
base del cratere di Sud-est, alle quote
da 3100 m a 2400 m s.l.m. in direzione
della Valle del Bove. L'esteso campo
lavico ricoprì la zona detta del
Trifoglietto e si diresse verso il Salto
della Giumenta, che superò dirigendosi
verso la Val Calanna. La situazione
venne giudicata pericolosa per la città
di Zafferana Etnea e pertanto venne
messa in opera, con un vero tour de
force, una strategia di contenimento
concertata tra la Protezione civile e il
Genio dell'Esercito. In venti giorni
venne eretto un argine di venti metri
d'altezza che, per due mesi, resse alla
spinta del fronte lavico. La tecnica
dell'erezione di barriere in terra per
mezzo di lavoro ininterrotto di grandi
ruspe ed escavatori a cucchiaio si è
rivelata efficace anche nel tentativo di
salvataggio del rifugio Sapienza nel
corso dell'eruzione 2001, ed è
stata oggetto di studio da parte di
équipes internazionali, tra cui tecnici
giapponesi. A ciò si deve aggiungere,
per dovere di chiarezza, che i vari
tentativi non diedero i risultati
sperati. Quando tutto questo si rivelò
inefficace, furono chiamati gli
incursori della Marina che operarono nel
canale principale, a quota 2200 m, con
cariche esplosive al plastico (C4) e
speciali cariche esplosive cave per
deviare il flusso di lava ed inviarla
così nella valle del Bove riportando
indietro di circa sei mesi gli effetti
dell'eruzione. L'operazione riuscì
perfettamente, fu utilizzata una carica
di C4 pari a 7 tonnellate e 30 cariche
cave, il tutto fatto esplodere in
rapidissima successione. Il 4 settembre
del 2007, alle ore 17,30 circa,
il cratere di Sud-est ha improvvisamente
dato luogo ad un'eruzione spettacolare a
fontana di lava dell'altezza stimata di
circa 400 m. il fenomeno eccezionale ha
avuto la durata di 12 ore spegnendosi
intorno alle ore 5 del 5 settembre.
Il
territorio del vulcano è tutto un mondo
di ambienti differenti per morfologia e
tipologia. Coltivato fino ai mille metri
e fortemente urbanizzato sui versanti
est e sud si presenta selvaggio e brullo
soprattutto dal lato ovest dove dai
mille metri in poi predominano le
"sciare", specie nella zona di Bronte.
Poco urbanizzato, ma di aspetto più
dolce il versante nord con il predominio
dei boschi al di sopra di Linguaglossa.
Il versante est è dominato dall'aspetto
inquietante della Valle del Bove sui
margini della quale si inerpicano i
fitti boschi. Il circondario ha
caratteristiche che ne rendono le terre
ottime per produzioni agricole, grazie
alla particolare fertilità dei detriti
vulcanici. La zona abitata giunge fino
ai 900 m.s.l.m. mentre le zone coltivate
e boschive vanno fin oltre i 1500 metri.
Ampie parti delle sue pendici sono
comprese nell'omonimo parco naturale che
è meta di turisti amanti della natura e
di un sano relax. Al di sopra dei 1500
m, in inverno, è presente la neve che
spesso dura fin quasi all'estate. Questa
è raggiungibile agevolmente dai versanti
sud e nord. Di conseguenza sull'Etna si
trovavano anche due stazioni sciistiche
la cui particolarità è quella di poter
sciare sulla neve potendo osservare il
mare. Da quella Sud del Rifugio
Sapienza, nel territorio di Nicolosi,
è possibile ammirare tutto il golfo di
Catania e la valle del Simeto. Nelle
piste a Nord, quelle di Piano
Provenzana in territorio di
Linguaglossa, lo scenario che si apre
d'innanzi comprende Taormina e le coste
della Calabria.
L'Etna
è meta ininterrotta delle visite di
turisti interessati al vulcano e alle
sue manifestazioni, perché è uno dei
pochi vulcani attivi al mondo ad essere
a portata di mano di chiunque, sono
presenti infatti anche guide
specializzate e mezzi fuoristrada che in
sicurezza portano fino ai crateri
sommitali. Sulle strade del versante sud
si disputa, sin dal 1925, una gara
automobilistica, la Catania-Etna che una
volta partiva da Catania; per motivi di
sicurezza al giorno d'oggi ha inizio a
nord di Nicolosi. Dal 2004, il vulcano è
sede della Supermaratona dell'Etna,
unica maratona al mondo ad avere tremila
metri di dislivello. Sull'Etna è inoltre
possibile praticare sport invernali:
sci, sci di fondo, scialpinismo e
snowboard. L'innevamento garantisce
l'apertura delle due stazioni sciistiche
presenti (una nel versante sud e l'altra
in quello nord) da metà dicembre a metà
aprile. Viene comunque praticato lo
scialpinismo fino alla fine della
primavera. Nel versante sud (Rifugio
Sapienza, Nicolosi) si può usufruire di
una cabinovia, di una seggiovia e di due
skilift, mentre il versante nord (Piano
Provenzana, Linguaglossa) è dotato di
due skilift e di una moderna seggiovia.
Entrambe le stazioni sciistiche hanno
subito, in due eruzioni differenti, la
quasi totale distruzione delle strutture
da parte della lava, ma in pochi anni
però si è riuscito a garantire
nuovamente l'apertura degli impianti.
Come
raggiungere il monte Etna
Tramite escursione organizzata:
Lo
Staff dell’hotel La Ville consiglia a
tutti coloro che intendono visitare la
montagna, di usufruire di un equipe di
esperti che vi permetterà di osservare i
molti aspetti morfologici e
paesaggistici del Vulcano, sotto la
guida competente ed attenta di persone
che fanno di questa attività la loro
professione, annoverando tra essi
speleologi e geologi di indiscussa
competenza.
Tra le
varie Agenzie che, nel territorio,
organizzano escursioni vi consigliamo
GeoEtna explorer, divenuta oramai
punto di riferimento di tali attività.
Il
tour sull’Etna prevede normalmente un
pick-up mattutino, intorno alle ore
09.00, effettuato direttamente in hotel
tramite fuoristrada attrezzati ed un
rientro in giornata nelle prime ore
pomeridiane.
Per
info e costi potrete rivolgerVi al
Personale della reception o collegarVi
on-line al sito della Geo-Etna :
www.geoetnaexplorer.it
Privatamente tramite mezzi pubblici:
E’
possibile fruire della linea bus Catania
– Nicolosi – Etna, della Compagnia
A.S.T. per raggiungere il Rifugio
Sapienza ( versante Sud ).
La
partenza del bus è prevista dalla
stazione bus di via D’Amico ( nei
pressi della Stazione centrale dei treni
e a 5 minuti a piedi dal nostro hotel )
alle ore 08.00 ed il ritorno alle ore
16.00.
Per maggiori info
e costi :
www.aziendasicilianatrasporti.it
In
automobile:
Raggiungere il versante sud dell’Etna in
auto è cosa semplice: dalla tangenziale
ovest uscire a Gravina di Catania – Etna
e proseguire prima verso Nicolosi e da
lì raggiungere il Rifugio Sapienza,
principale località pedemontana dalla
quale è possibile fruire delle strutture
sportive quali la sciovia o,
semplicemente, godere dello splendido
paesaggio che con lo sguardo abbraccia
un angolo di visuale che da Taormina
arriva sino a Siracusa.