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Hotel La Ville Catania

Escursione Vulcano Etna

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Via Claudio Monteverdi, 15 - 95131
Catania Sicilia Italia
Tel. 095 7465230 - Fax 095 7465230  info@rhlaville.it

 


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L'Etna, un tempo noto anche come Mongibello, è un vulcano attivo che si trova sulla costa orientale della Sicilia, tra Catania e Messina e dista circa 45 km dall’hotel La Ville . È il vulcano attivo più alto del continente europeo e uno dei maggiori al mondo. La sua altezza che varia a causa delle sue eruzioni, si aggira attualmente sui 3.340 m mentre il suo diametro è di circa 45 chilometri. Esso è in perenne attività e appare spesso sovrastato da un pennacchio di fumo. A periodi abbastanza ravvicinati entra in eruzione iniziando in genere con un periodo di degassamento ed emissione di cenere vulcanica a cui fa seguito un'emissione di magma abbastanza fluido, talvolta  queste eruzioni attirano folle di visitatori, d'ogni parte del mondo, a causa della loro spettacolarità. In genere le eruzioni dell'Etna pur fortemente distruttive delle cose, non lo sono per le persone, se si eccettuano i casi fortuiti o di palese imprudenza come quello dell'improvvisa esplosione di massi del 1979 che uccise nove turisti e ne ferì una decina di altri avventuratisi fino al cratere appena spento. Le pendici dell'Etna oggi ospitano oltre 250 coni avventizi che sono stati un tempo crateri attivi apertisi a varie quote. Certamente tra i crateri più famosi abbiamo "Monti Rossi" apertisi nel 1669 a quota 800 m  e i "Silvestri" apertisi nel 1892 a circa 2000 m . Nella parte sommitale dell'Etna si osservano quattro crateri a condotto aperto, denominati: Bocca Nuova, Voragine, Cratere di Sud-Est, Cratere di Nord-Est, avendo ciascuno di essi un diametro medio di circa 250 metri. La parte est del vulcano ospita la "Valle del Bove", una caldera che si è formata in seguito ad un imponente collasso calderico, circa 10.000 anni fa, le cui dimensioni sono di circa 10 km per 7 km, raggiungendo 900 metri circa di profondità.

Il vulcano si è formato nel corso dei millenni con un processo di costruzione e distruzione iniziato intorno a 600.000 anni fa, nel Quaternario. Al suo posto si ritiene vi fosse un ampio golfo nel punto di contatto tra la zolla euro-asiatica a nord e la zolla Africana a sud, corrispondente alla catena dei monti Peloritani a settentrione e all'altopiano Ibleo a meridione. Fu proprio il colossale attrito tra le due zolle a dare origine alle prime eruzioni sottomarine di lava basaltica fluidissima con la nascita dei primi coni vulcanici, al centro del golfo primordiale detto pre-etneo. Si ritiene che tra 200 e 100.000 anni fa questi coni entrarono in una nuova fase di attività eruttiva emettendo lave di altro tipo. Il principale dei coni, che viene denominato dagli studiosi Monte Calanna, è oggi inglobato al di sotto del vulcano. Cessata l'attività di questo, circa ottantamila anni fa entrò in eruzione un nuovo complesso di coni vulcanici, detto Trifoglietto, più ad ovest del precedente, esso fu un vulcano estremamente pericoloso, di tipo esplosivo, che emetteva lave di tipo molto viscoso. L'attività vulcanica si spostò poi ancor più ad ovest con la nascita di un ulteriore bocca vulcanica a cui viene dato il nome di Trifoglietto II. Il sistema collassò circa 64.000 anni fa dando origine all'immensa caldera detta Valle del Bove profonda mille metri e larga cinquemila. Il collasso del vulcano che con le sue eruzioni ormai aveva riempito quasi del tutto il golfo preesistente, portò ad un lungo periodo durato circa 30.000 anni in cui si alternavano fasi di effusione lavica basaltica a fasi esplosive violente con formazione di tufi e altri prodotti piroclastici; al termine del periodo, un nuovo grande cono laterale, ancora più ad ovest, entrò in attività. Era nato il Mongibello, che è quello che forma il complesso ancor oggi in attività. Nel corso del tempo si sono avute fasi di stanca e fasi di attività eruttiva, con un collasso del Mongibello intorno a ottomila anni fa; le lave sono ritornate ad essere di tipo fluido basaltico e si sono formati altri coni di cui alcuni molto recenti come la Bocca Nuova e il cratere di Nord-est. Il vulcano attuale è ricoperto inoltre di piccole bocche laterali, detti crateri avventizi, prodotti dalle varie eruzioni nel tempo.

A memoria storica si ricordano centinaia di eruzioni di cui alcune fortemente distruttive. L'eruzione più lunga a memoria storica è quella del luglio 1614. Il fenomeno durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante settentrionale del vulcano. Le colate ebbero origine a quota 2550 e presentarono la caratteristica particolare di ingrottarsi ed emergere poi molto più a valle fino alla quota di 975 m , al di sopra comunque dei centri abitati. Lo svuotamento dei condotti di ingrottamento originò tutta una serie di grotte laviche, oggi visitabili, come la Grotta del Gelo e la Grotta dei Lamponi. Nel 1669 avvenne l'eruzione più conosciuta e distruttiva, che raggiunse e superò, dal lato occidentale, la città di Catania; ne distrusse la parte esterna fino alle mura, circondando il Castello Ursino, che sorgeva su uno sperone roccioso allungato sul mare, e superandolo creò oltre un chilometro di nuova terraferma. L'eruzione fu annunciata da un fortissimo boato e da un terremoto che distrusse Nicolosi e danneggiò altri paesi vicini. Poi si aprì una enorme fenditura a partire dalla zona sommitale e, sopra Nicolosi, si iniziò l'emissione di un'enorme quantità di lava. Il gigantesco fronte lavico avanzò inesorabilmente seppellendo Malpasso, Mompilieri, Camporotondo, San Pietro Clarenza, San Giovanni Galermo e Misterbianco oltre a villaggi minori dirigendosi verso il mare. Si formarono i due coni che oggi sono denominati Monti Rossi, a Nord di Nicolosi. L'eruzione durò 122 giorni ed emise un volume di lava di circa 950 milioni di metri cubi. Nel 1892 un'altra eruzione portò alla formazione, a circa 1800 m di quota, del complesso dei Monti Silvestri. Nel 1928, i primi di novembre, iniziò l'eruzione più distruttiva del XX secolo. Essa portò, in pochi giorni, alla distruzione della cittadina di Mascali. La colata fuoriuscì da diverse bocche laterali sul versante orientale del vulcano e minacciò anche Sant'Alfio e Nunziata. L'eruzione del 5 aprile del 1971 ebbe inizio a quota 3050 da una voragine dalla quale l'emissione di prodotti piroclastici formò l'attuale cono sub-terminale di Sud-est. Vennero distrutti l'osservatorio Vulcanologico e la Funivia dell'Etna. Ai primi di maggio si aprì una lunga fenditura a quota 1800m, che raggiunse Fornazzo e minacciò Milo. L'eruzione del 1981 ebbe inizio il 17 marzo e si rivelò abbastanza minacciosa: in appena poche ore si aprirono fenditure da quota 2550  fino a 1140. Le lave emesse, molto fluide, raggiunsero e tagliarono la Ferrovia Circumetnea; un braccio si arrestò appena 200 metri prima di Randazzo. Il fronte lavico tagliò la strada provinciale e la Ferrovia Taormina-Alcantara-Randazzo delle Ferrovie dello Stato, proseguendo fino alle sponde del fiume Alcantara. Si temette un disastro ecologico per tutta la pittoresca e fertile vallata, ma la furia del vulcano si arrestò alla quota di 600 m. Il 1983 è da ricordare oltre che per la durata dell'eruzione, 131 giorni, con 100 milioni di metri cubi di lava emessi (che distrussero impianti sportivi e la funivia dell'Etna), anche per il primo tentativo al mondo di deviazione per mezzo di esplosivo della colata lavica. L'eruzione si presentava abbastanza imprevedibile, con numerosi ingrottamenti ed emersioni di lava fluida a valle, che fecero temere per i centri abitati di Ragalna, Belpasso e Nicolosi. Pur tra molte polemiche, e divergenze tra gli studiosi, vennero praticati, con notevole sacrificio date le altissime temperature che arrivavano a rovinare le punte da foratura, decine e decine di fornelli per consentire agli artificieri di immettere le cariche esplosive. La colata venne deviata ma il successo fu solo tecnico. L'eruzione ebbe termine ben presto. Il 14 dicembre del 1991 ebbe inizio la più lunga eruzione del XX secolo (473 giorni), con l'apertura di una frattura eruttiva alla base del cratere di Sud-est, alle quote da 3100 m a 2400 m s.l.m. in direzione della Valle del Bove. L'esteso campo lavico ricoprì la zona detta del Trifoglietto e si diresse verso il Salto della Giumenta, che superò dirigendosi verso la Val Calanna. La situazione venne giudicata pericolosa per la città di Zafferana Etnea e pertanto venne messa in opera, con un vero tour de force, una strategia di contenimento concertata tra la Protezione civile e il Genio dell'Esercito. In venti giorni venne eretto un argine di venti metri d'altezza che, per due mesi, resse alla spinta del fronte lavico. La tecnica dell'erezione di barriere in terra per mezzo di lavoro ininterrotto di grandi ruspe ed escavatori a cucchiaio si è rivelata efficace anche nel tentativo di salvataggio del rifugio Sapienza nel corso dell'eruzione 2001, ed è stata oggetto di studio da parte di équipes internazionali, tra cui tecnici giapponesi. A ciò si deve aggiungere, per dovere di chiarezza, che i vari tentativi non diedero i risultati sperati. Quando tutto questo si rivelò inefficace, furono chiamati gli incursori della Marina che operarono nel canale principale, a quota 2200 m, con cariche esplosive al plastico (C4) e speciali cariche esplosive cave per deviare il flusso di lava ed inviarla così nella valle del Bove riportando indietro di circa sei mesi gli effetti dell'eruzione. L'operazione riuscì perfettamente, fu utilizzata una carica di C4 pari a 7 tonnellate e 30 cariche cave, il tutto fatto esplodere in rapidissima successione. Il 4 settembre del 2007, alle ore 17,30 circa, il cratere di Sud-est ha improvvisamente dato luogo ad un'eruzione spettacolare a fontana di lava dell'altezza stimata di circa 400 m. il fenomeno eccezionale ha avuto la durata di 12 ore spegnendosi intorno alle ore 5 del 5 settembre.

Il territorio del vulcano è tutto un mondo di ambienti differenti per morfologia e tipologia. Coltivato fino ai mille metri e fortemente urbanizzato sui versanti est e sud si presenta selvaggio e brullo soprattutto dal lato ovest dove dai mille metri in poi predominano le "sciare", specie nella zona di Bronte. Poco urbanizzato, ma di aspetto più dolce il versante nord con il predominio dei boschi al di sopra di Linguaglossa. Il versante est è dominato dall'aspetto inquietante della Valle del Bove sui margini della quale si inerpicano i fitti boschi. Il circondario ha caratteristiche che ne rendono le terre ottime per produzioni agricole, grazie alla particolare fertilità dei detriti vulcanici. La zona abitata giunge fino ai 900 m.s.l.m. mentre le zone coltivate e boschive vanno fin oltre i 1500 metri. Ampie parti delle sue pendici sono comprese nell'omonimo parco naturale che è meta di turisti amanti della natura e di un sano relax. Al di sopra dei 1500 m, in inverno, è presente la neve che spesso dura fin quasi all'estate. Questa è raggiungibile agevolmente dai versanti sud e nord. Di conseguenza sull'Etna si trovavano anche due stazioni sciistiche la cui particolarità è quella di poter sciare sulla neve potendo osservare il mare. Da quella Sud del Rifugio Sapienza, nel territorio di Nicolosi, è possibile ammirare tutto il golfo di Catania e la valle del Simeto. Nelle piste a Nord, quelle di Piano Provenzana in territorio di Linguaglossa, lo scenario che si apre d'innanzi comprende Taormina e le coste della Calabria.

L'Etna è meta ininterrotta delle visite di turisti interessati al vulcano e alle sue manifestazioni, perché è uno dei pochi vulcani attivi al mondo ad essere a portata di mano di chiunque, sono presenti infatti anche guide specializzate e mezzi fuoristrada che in sicurezza portano fino ai crateri sommitali. Sulle strade del versante sud si disputa, sin dal 1925, una gara automobilistica, la Catania-Etna che una volta partiva da Catania; per motivi di sicurezza al giorno d'oggi ha inizio a nord di Nicolosi. Dal 2004, il vulcano è sede della Supermaratona dell'Etna, unica maratona al mondo ad avere tremila metri di dislivello. Sull'Etna è inoltre possibile praticare sport invernali: sci, sci di fondo, scialpinismo e snowboard. L'innevamento garantisce l'apertura delle due stazioni sciistiche presenti (una nel versante sud e l'altra in quello nord) da metà dicembre a metà aprile. Viene comunque praticato lo scialpinismo fino alla fine della primavera. Nel versante sud (Rifugio Sapienza, Nicolosi) si può usufruire di una cabinovia, di una seggiovia e di due skilift, mentre il versante nord (Piano Provenzana, Linguaglossa) è dotato di due skilift e di una moderna seggiovia. Entrambe le stazioni sciistiche hanno subito, in due eruzioni differenti, la quasi totale distruzione delle strutture da parte della lava, ma in pochi anni però si è riuscito a garantire nuovamente l'apertura degli impianti.

Come raggiungere il monte Etna

Tramite escursione organizzata:

Lo Staff dell’hotel La Ville consiglia a tutti coloro che intendono visitare la montagna, di usufruire di un equipe di esperti che vi permetterà di osservare i molti  aspetti morfologici e paesaggistici del Vulcano, sotto la guida competente ed attenta di persone che fanno di questa attività la loro professione, annoverando tra essi speleologi e geologi di indiscussa competenza.

Tra le varie Agenzie che, nel territorio, organizzano escursioni vi consigliamo GeoEtna explorer, divenuta oramai punto di riferimento di tali attività.

Il tour sull’Etna prevede normalmente un pick-up mattutino, intorno alle ore 09.00, effettuato direttamente in hotel tramite fuoristrada attrezzati ed un rientro in giornata nelle prime ore pomeridiane.

Per info e costi potrete rivolgerVi al Personale della reception o collegarVi on-line al sito della Geo-Etna :  

    www.geoetnaexplorer.it

Privatamente tramite mezzi pubblici:

E’ possibile fruire della linea bus Catania – Nicolosi – Etna, della Compagnia A.S.T. per raggiungere il Rifugio Sapienza ( versante Sud ).

La partenza del bus è prevista dalla stazione bus di via D’Amico  ( nei pressi della Stazione centrale dei treni e a 5 minuti a piedi dal nostro hotel ) alle ore 08.00 ed il ritorno alle ore 16.00.

Per maggiori info e costi : www.aziendasicilianatrasporti.it

 In automobile:

Raggiungere il versante sud dell’Etna in auto è cosa semplice: dalla tangenziale ovest uscire a Gravina di Catania – Etna e proseguire prima verso Nicolosi e da lì raggiungere il Rifugio Sapienza, principale località pedemontana dalla quale è possibile fruire delle strutture sportive quali la sciovia o, semplicemente, godere dello splendido paesaggio che con lo sguardo abbraccia un angolo di  visuale che da Taormina arriva sino a Siracusa.

 
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