Il Castello Ursino fu
costruito, tra il 1239 e il 1250, su un altopiano circondato dal
mare per volere dell’ imperatore Federico II.
La costruzione, di forma
quadrata, di 63 metri di lato con muri larghi 3 metri e torrioni
ai suoi angoli, oltre a due torri minori a base semicircolare in
mezzo ai lati di tramontana e ponente, aveva scopo
esclusivamente difensivo e faceva parte del sistema di
fortificazioni predisposto per la parte est della Sicilia al
tempo dei Normanni. Sorgeva praticamente sul mare ed era
circondato da un fossato, munito di ponte levatoio. Con il suo
aspetto massiccio, era espressione della forza imperiale, punto
d'appoggio per la difesa dal mare e per tenere a freno la
cittadinanza catanese.
Tra la fine del '200 e i primi
del '300, vi s'insediò Roberto di Calabria e successivamente
divenne stabile dimora dei sovrani aragonesi, succeduti agli
svevi. L'eruzione del 1669 circondò il castello senza intaccarlo
e la lava, proseguendo il suo cammino verso sud-est, l'allontanò
di molto dalla riva. Nel 1932 fu restaurato dal comune di
Catania e adibito a museo civico.
L'ingresso si apre ad arco
acuto sul prospetto, sovrastato dallo stemma degli Svevi,
un'aquila che artiglia una lepre. In buono stato di
conservazione sono gli interni dove sono conservate opere di
notevole interesse, tra queste, degne di menzione sono
innanzitutto le strutture portanti delle varie sale, ornate da
eleganti volte a costoloni, da pregiati capitelli intarsiati e
grandi archi ogivali. Di ottima fattura sono le statue, tra cui
si può ammirare: Afrodite di stampo ellenistico, Il
Torso di Eracle che risale al quarto secolo a.C., I
Gladiatori rilievo romano su lava. Bellissimo è il mosaico a
colori del pavimento, raffigurante simbolicamente i mesi di
Gennaio e Marzo. Interessanti sono anche i diversi dipinti che
ornano gran parte delle pareti, come La Predica ad opera
di Agostino Salinas (1862), la Madonna col Bambino
riconducibile a Lorenzo di Credi e L'Addio di Francesco
Paolo Michetti (1851-1929). Da segnalare inoltre la pregiata
collezione di avori che risale al diciottesimo secolo e la rara
collezione di bronzi databili tra il quindicesimo e il
diciottesimo secolo.