La Fontana dei Malavoglia
è un gruppo scultoreo che fu donato dalla Regione siciliana alla
città di Catania per onorare lo scrittore Giovanni Verga. Essa
si trova in centro città, nella più grande e moderna piazza di
Catania, che porta il nome dello scrittore.
La fontana è opera dello
scultore Carmelo Mendola, che con grande scetticismo da parte di
molti artisti dell'epoca, perchè scultore catanese autodidatta,
prese parte al concorso cittadino bandito nel 1956 per la
costruzione di un grande monumento dedicato a Giovanni Verga. Il
progetto di Mendola convinse la commissione e vinse il concorso.
La realizzazione del complesso scultoreo durò ben 19 anni e fu
consegnata solennemente la sera del 25 ottobre 1975 dal capo del
governo siciliano Angelo Bonfiglio al sindaco Domenico Magrì.
L’opera raffigura il secondo
drammatico naufragio della "Provvidenza" descritto nel decimo
capitolo del romanzo del Verga “I Malavoglia” . Nella barca che
sta per affondare c'erano il giovane Alessi, che nel monumento
non si vede perchè a poppa a reggere il timone sommerso dalle
onde, il fratello 'Ntoni e il nonno, il vecchio padron 'Ntoni.
La tensione tra i corpi addolorati, ma al tempo stesso in piena
azione, è fedele a quanto descritto da Verga nel corrispettivo
passo del romanzo:
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« Si
udiva il vento sibilare nella vela della Provvidenza e la
fune che suonava come una corda di chitarra. All'improvviso
il vento si mise a fischiare al pari della macchina della
ferrovia, quando esce dal buco del monte, sopra Trezza, e
arrivò un'ondata che non si era vista da dove fosse venuta,
la quale fece scricchiolare la Provvidenza come un sacco di
noci, e la buttò in aria. [...] In questo momento s'udì uno
schianto: la Provvidenza, che prima si era curvata su di un
fianco, si rilevò come una molla, e per poco non sbalzò
tutti in mare; l'antenna insieme alla vela cadde sulla barca
rotta come un filo di paglia. Allora si udì una voce che
gridava: - Ahi! come di uno che stesse per morire. [...] Ad
un tratto un colpo di vento la strappò netta e se la portò
via sibilando. Allora i due fratelli poterono sbrogliare del
tutto il troncone dell'antenna e buttarlo in mare. La barca
si raddrizzò, ma padron 'Ntoni non si raddrizzò, lui, e non
rispondeva più a 'Ntoni che lo chiamava. Ora, quando il mare
e il vento gridano insieme, non c'è cosa che faccia più
paura del non udirsi rispondere alla voce che chiama. » |
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(Giovanni Verga, I Malavoglia, cap. X) |
Il gruppo scultoreo, al centro
di una vasca circolare (diametro 13 metri) pesa sette
tonnellate, è alto tre metri, nove di lunghezza e cinque di
larghezza. La vasca è inserita concentricamente in un'altra dal
diametro di 16 metri, l'una e l'altra rivestite di marmo
travertino di Tivoli. Quarantasette getti d'acqua, illuminati da
ottanta riflettori con luce bianca e dorata, simboleggiano in
modo dinamico e suggestivo l'infuriare della tempesta. Da
Napoli, i quattro monumentali pezzi di bronzo che compongono il
gruppo della "Provvidenza" giunsero a Catania il 21 giugno 1975
e furono subito sistemati al centro delle due vasche, su un
apposito basamento di ferro. Il monumento, ai catanesei che si
ammassavano nella piazza per la cerimonia innaugurale,
la sera del 25 ottobre,
apparve in tutta la sua
maestosa e tragica imponenza. L'effetto combinato dei getti
d'acqua tra le intersezioni del basamento conferì all'intera
fontana un grande effetto scenografico.
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