L'ex Monastero dei Benedettini si trova a Piazza
Dante, nel cuore del centro storico di Catania
Giungendo
in piazza Dante, tra vicoli popolari e palazzi signorili, ci
troviamo una grande piazza a forma di emiciclo, quello che
subito si offre ai nostri occhi, è il monastero benedettino,
gioiello del barocco catanese.
Pur presentandosi incompiuto a nord della grande chiesa, il
monastero di San Nicolò l’Arena, per la sua vastità è
ritenuto secondo, in Europa, soltanto a quello portoghese di
Mafra. Soprattutto nel ‘700 il suo immenso patrimonio, gli
stretti legami con la nobiltà dalla quale provenivano la maggior
parte dei suoi monaci e un notevole prestigio culturale gli
conferirono un ruolo di rilievo, non solo in territorio catanese.
Esso fu meta di viaggiatori, che ricordano ammirati
l’ospitalità, le raccolte d’arte e il fasto dei Benedettini,
esso era come una reggia e condizionava la vita civile e
religiosa di Catania. Il monastero è un imponente tempio di
culto in pietra bianca, orgoglioso e superbo, a costante monito
della presunzione di un periodo e di una classe, i monaci di
Benedetto da Norcia ( fondatore dell'ordine) che avevano
dimenticato la regola semplice del lavoro scandito dalla
preghiera, all'ombra di un principio di povertà ed umiltà. Un
piazzale in marmo sorregge la struttura, che presenta un ampio
portale centrale e due laterali ad anticipare la struttura
interna a tre navate.
La Chiesa,
dell'omonimo monastero, di San Nicola l'Arena racchiude
al suo interno numerosi altari secondari a scandire lungo le
navate le varie cappellette dedicate, arricchite da apparati in
marmo policromo essa dispone di monili pregiati come la
meridiana e l'organo. Alla sinistra della Chiesa, adagiato sulla
collina della Cipriana
, uno dei punti più alti di Catania, riposa il corpo del
monastero circondato da mura perimetrali in pietra lavica
sovrastate da intermezzi in pietra calcarea bianca sontuosamente
scolpita, che attirano l'occhio dell'osservatore con
un'alternanza di colori e superfici. La cui facciata e parte
della copertura superiore si presentano incomplete, o per la
mancanza di denaro come dicono alcuni, o per la paura che le
fondamenta non potessero reggere il peso di un così grande
progetto architettonico
Uno dei locali più importanti
è la splendida Sala Vaccarini, dove la collezione libraria dei
Benedettini è ancora nella sistemazione originaria. La sala
prende luce da grandi finestroni ovali, alle pareti vi sono
bellissime scaffalature di legno a due piani, la volta è
affrescata con allegorie della Fede e della Virtù, il pavimento
è in maiolica napoletana del Settecento.
I Benedettini abitarono nel monastero sino al 1866. Tre anni
dopo, il complesso venne consegnato dal Demanio al Comune e
ospitò distaccamenti militari e istituti scolastici. Ebbe così
inizio un lungo periodo di suddivisioni,che non hanno più
consentito di apprezzare il monumento nel suo insieme, e di
guasti, come muri delle celle abbattuti e
corridoi
tramezzati per ricavarne aule, batterie di gabinetti nelle
celle, nei corridoi e nei chiostri.
Questo complesso monumentale, dal 1977, è stato ceduto
all’Università di Catania come sede della Facoltà di Lettere e
Filosofia. Oggi, compatibilmente con le attività che si svolgono
all’interno degli istituti universitari, è possibile visitarne
una parte che consente, comunque, di farsi un’idea della
grandiosità e della magnificenza dell’insieme. All’interno del
monastero si possono visitare: i lunghi corridoi, dai quali è
possibile ammirare i chiostri, il grande refettorio e le celle
dei religiosi. Un’ala del monastero è oggi occupata dagli
ambienti delle Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero, una
delle istituzioni culturali cittadine più ricche e
significative.