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Hotel La Ville Catania

Museo Belliniano

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Via Claudio Monteverdi, 15 - Post code I-95131
Catania Sicily Italy
Tel. 0039 (0) 95 7465230 - Fax 0039 (0) 95 7465230 info@rhlaville.it

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Il Museo belliniano, inaugurato il 5 maggio 1930, ha sede proprio nella casa natale di Vincenzo Bellini, gli anni che il musicista passò nella casa furono circa sedici. L'appartamento fa parte dell'austero palazzo della nobile famiglia Gravina Cruyllas, costruzione fortemente danneggiata durante il violentissimo terremoto dell'11 gennaio 1693. Esso ancora oggi mantiene la sua magnificenza e bellezza artistica sia nel prospetto esterno sia nel cortile, dove troviamo una pregevole loggia che richiama lo stile del famoso architetto Giovanni Battista Vaccarini. I coniugi Bellini, Don Rosario e la moglie Agata Ferlito, vi abitarono fin dal giorno del loro matrimonio avvenuto il 17 gennaio 1801, e sino a quando la famiglia, divenuta numerosa ben sette figli, dovette lasciare l'appartamento. Nell'ottocento, quando i catanesi erano impegnati a risolvere il problema della traslazione delle spoglie del grande maestro morto a Parigi, nonostante il forte desiderio, fu sospesa per un pò, la volontà di acquistare la casa in cui l'amato musicista era nato. Dapprima fu apposta una lapide sull'esterno dell'abitazione eseguita dallo scultore catanese Carmelo De Stefani nel 1871, il poeta Mario Rapisardi suggerì l'epigrafe. Successivamente quando si fece più urgente il bisogno di acquistare la casa per farla diventare Monumento Nazionale, il comune di Catania non aveva i fondi per farlo. Solo verso il 1922, durante il regime fascista, venne istituito il Comitato per il riscatto della Casa Natale di Vincenzo Bellini. Nel 1923 Il Circolo Artistico Catanese iniziò la pubblicazione della rivista "Siciliana", in cui si incitavano i Siciliani a dare il loro contributo per sostenere l'iniziativa; un articolo analogo apparve anche su un altro giornale, "La Tribuna" di Roma, per aprire una sottoscrizione  nazionale. La raccolta di denaro fu completata con successo nel 1924, la somma necessaria per l'acquisto fu superata ampiamente. Lo stesso re d'Italia, Vittorio Emanuele III, versò una quota per l'acquisto e successivamente inaugurò l'apertura del museo il 5 Maggio 1930.

Il museo, che occupa tre grandi stanze e due piccoli vani, é disposto in modo tale da "accompagnare" l'evolversi della vita e della carriera del grande compositore. Esso contiene dipinti, stampe, documenti, cimeli, busti, manoscritti autografi, un clavicembalo, una spinetta e due pianoforti. Una raccolta iconografica illustra i vari periodi della vita di Bellini nei diversi luoghi dove si svolse la sua carriera: da Catania a Napoli, da Milano a Palermo, da Londra a Parigi.

La visita degli ambienti è possibile solo se si è guidati, questo perché la disposizione degli oggetti e dei manoscritti non è di facile decifrazione. Nella prima sala, denominata "Sala A", si trovano alcune stampe raffiguranti Catania nel periodo in cui Bellini nasceva, e le varie delibere adottate dal governo della città a favore dello stesso musicista; dalla borsa di studio di 36 onze annuali che gli permise di studiare a Napoli, fino alla costruzione di un monumento dedicato al musicista. Nella sala successiva, la "Sala B", dove si trova l'alcova dove nacque il Bellini, viene esposto un clavicembalo di proprietà di un cugino dell'artista, utilizzato da Bellini nel 1832 per eseguirvi la "Norma", la sala contiene, tra altri cimeli, anche una bella raccolta di immagini del Maestro e un piccolo busto realizzato pochi mesi prima della morte del musicista, da Jean Pierre Dantan. Un'ampia vetrina centrale ospita numerosi oggetti di proprietà dell'artista, come 2 preziosi orologi, alcune piccole posate, due calamai, fazzoletti, spille d'oro, due belle miniature della celebre cantante Maria Malibran, interprete prediletta del compositore. Alcune bacheche murali raccolgono una vasta documentazione originale sul decesso di Bellini a Puteaux, in Francia: stampa e fotografia della villa della famiglia Levys, dove il compositore morì. Nella stessa vetrina è custodita la nota lettera autografa di Rossini che annunciava la scomparsa del musicista, l'atto di morte, il referto medico dell'autopsia e una copia della pagina del registro civile di Puteaux con l'annotazione del decesso. La "Sala C", che si pensa fosse in origine la camera da letto, ospita una raccolta iconografica di vari periodi della vita di Bellini nei diversi luoghi dove si svolse la sua carriera. Di un certo interesse i 2 strumenti esposti: una spinetta utilizzata dal nonno Vincenzo Tobia, e un pianoforte verticale inglese adoperato dal fratello di Bellini. La "Sala D" è di particolare interesse, in quanto vi sono raccolti numerosi manoscritti musicali autografi: composizioni degli anni giovanili dal 1811 al 1819, lavori realizzati nel periodo di studi napoletano. Notevole è anche il pianoforte a tavolino. Nell'ultimo locale, la "Sala E", un tempo probabilmente la cucina dell'abitazione, sono esposti oggetti legati allo spostamento della salma di Bellini, avvenuta nel 1876, dalla Francia a Catania. Si tratta della bara, una maschera mortuaria del Dantan, fotografie e riproduzioni della cerimonia. Altri cimeli sono stati acquisiti al museo nel corso degli anni, come un fortepiano appartenuto al musicista, una lettera di Giulietta Pasta, una di Giuditta Turina, con cui il compositore allacciò una tormentata relazione amorosa e una di Giovanni Pacini, oltre ad una partitura della "Sonnambula". Una piccola biblioteca musicale, annessa al museo, contiene materiale utile per ricerche e studi specifici su Vincenzo Bellini.

Museo Belliniano di Catania: Piazza San Francesco 3, Catania. tel. 095/7150535. Orari visite dal lunedì alla domenica dalle 9,00 alle 13,00 e il martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 15,00 alle 18,00. Ingresso : gratuito

 

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