Il Museo
del mare
di Catania è stato inaugurato l'8 aprile del 2000, grazie
all'iniziativa dell'Associazione Comitato S. Maria di Ognina e
dei pescatori della zona. Esso raccoglie reperti vari di cultura
marinara: storici, scientifici, oggetti di lavoro, modelli di
imbarcazioni. I vari oggetti esposti, oltre che essere di
rilevante interesse storico ed etnoantropologico, testimoniano
una delle attività più antiche dell'uomo: la pesca. Il museo del
mare è fa parte degli ecomusei cioè musei legati ad un
territorio limitato e volti a raccontare piccole storie locali,
nati per volontà delle comunità locali. Esso è infatti un museo
territoriale strettamente legato al borgo di Ognuna e nasce da
un'idea dei pescatori del borgo che, qualche anno fa, esposero
dentro le Grotte di Ulisse in occasione della festa della
Bambina utensili ed oggetti di uso quotidiano legati alla vita
del mare. Si trova oggi all’interno di una residenza che fu
magazzino del grano nel Settecento, la prima fabbrica delle
acciughe salate nell'Ottocento e residenza privata nel
Novecento.
La pregevole raccolta si è formata attraverso donazioni di
pescatori ed appassionati ed è costituita da una serie di
attrezzi, utensili e strumenti nautici. Varie sono le tipologie
di reti ed attrezzi esposti: " u rizzagghiu", il giacchio che è
una rete rotonda a gittata, piombata al perimetro ed inguainata
con una cordicella, viene lanciata in acqua in modo che ricada
aperta ad ombrello giunta sul fondo si chiude tirando lentamente
la corda in maniera da trattenere i pesci; " u tattaruni", il
tartanone che è una piccola rete a strascico tirata a mano dalla
barca da una posizione fissa, utilizzata per la pesca radente
sottocosta; "u bulestrici", il tramaglio, è un antico tipo di
rete verticale formato da tre teli addossati uno sull'altro,
utilizzata per la pesca su fondali sabbiosi e lavici, molto
usata nel nostro golfo per la cattura di molti tipi di pesce.
Tutte queste reti sono realizzate in cotone e cucite a mano con
gli aghi, prima di essere bolliti in un pentolone di rame
insieme a dei pezzi di corteccia di pino o di quercia per
acquisire colore oltre che una certa consistenza. All’interno
del museo troviamo anche lontri e polpare per la pesca dei
cefalopodi e nasse di varie dimensioni. Le nasse sono attrezzi
confezionati con giunco vegetale e verga di ulivo a forma di
tronco di cono, oggi però vengono realizzate con reti metalliche
incurvate, si tratta di trappole infatti i pesci attirati
dall'esca, carne salata, sardine semisalate o altro, posizionata
all'interno entran,o ma quando devono riuscire si forma
un'illusione ottica e non riescono più ad individuare l'uscita.
Servono per la cattura di alcuni tipi di pesci, polipi,seppie ma
soprattutto crostacei. Molto suggestiva la collezione di
conchiglie, stelle, marinee e ricci. Tra i tesori del mare
presenti nel museo vi sono anche sei anfore per il vino,
risalenti all'epoca greco-romana ritrovate in un relitto vicino
il porto di Ognuna. Molto interessante è inoltre il "foglio di
ricognizione della gente del mare" che risale al 1893 e
rappresenta un documento, rilasciato dalla Marina Mercantile
Italiana, per esercitare il mestiere di pescatore. Il mare è
presente in ogni angolo del museo con la sua forza evocativa e
magica.
Museo del mare: Via
Porto Ulisse n.14 tel.7127050.
Orari di apertura:dalle
ore 9,00 alle ore 13,00 dal Martedì al Sabato.
Ingresso: gratuito. Informazioni: Ass. Cultura del Comune - Piazza Duca di Genova 23,
95100 Catania - tel. 095 742 8036 /8003 / 8035.