La
Villa
Bellini
si trova in
Via Etnea,
il salotto di Catania, su una superficie di circa 70.940 mq.
Essa è uno dei giardini pubblici più belli d'Europa grazie alla
ricchezza del suo patrimonio botanico che comprende una grande
varietà di piante e alberi tropicali. La Villa venne inaugurata
il
6
gennaio 1883,
intitolata al celebre
compositore catanese
Vincenzo Bellini,
e divenne ben presto il più
importante punto di incontro della città tanto che negli anni
'20, in primavera, vi avevano luogo i festeggiamenti floreali
con la sfilata di carrozze, automobili e carri interamente
decorati da fiori. Il processo di urbanizzazione della città ha
determinato, nel corso degli anni, modifiche dell'originale
assetto topografico del giardino con riduzione di spazi, ma,
ancora oggi, Villa Bellini costituisce il centro vitale di
Catania.
L'ingresso
principale, sulla via Etnea, si apre sotto la chioma di maestosi
esemplari di
Ficus
che crescono ai piedi di un'ampia scalinata pavimentata con
ciottoli bianchi e neri disposti a mosaico. La scalinata termina
in un vestibolo al centro del quale spicca una grande vasca con
fontana e cigni e che è delimitato da monumentali quinte
sovrastate da quattro statue che simboleggiano le
Arti,
dello scultore
Lazzaro,
e le
Stagioni,
opera del
Perrotta.
Dal vestibolo, due vialetti pedonali, pavimentati con ciottoli a
mosaico, si intersecano risalendo il pendio della collinetta
sud. Il prospetto dell'ingresso principale è chiuso in alto
dall'elegante
Chiosco
dei concerti
in stile moresco, costruito nel 1879 sul piazzale della
collinetta sud, dove sorgeva la
villa di
Biscari.
Sul confine ovest è adagiato il monumento in marmo dedicato alla
figura mitologica di
Androne,
opera di
Antonio Gangeri.
La Villa
si sviluppa da un nucleo originario di cui oggi restano poche
tracce, cioè l'antico
''Labirinto'',
pittoresco giardino che circondava un edificio realizzato nel
'700 da
Ignazio
Paternò Castello, principe di Biscari.
L'abitudine a costruire giardini con percorsi intricati nei
quali gli ospiti si potessero facilmente smarrire era una delle
tante mode diffuse nell'Europa del 1700, quando anche in
architettura si fondevano e convivevano la razionalità e la
fantasia. Parte dell’antico
labirinto
andò poi distrutto per adattarlo a giardino pubblico e le
successive opere di ampliamento dovettero tuttavia affrontare
numerosi ostacol,i quali la necessità di annetterne i terreni
circostanti di proprietà, spesso, di privati reticenti.
All'interno si possono ammirare aiuole
fiorite, praticelli erbosi ricchi di ogni specie di fiori,
ponticelli, tunnel, vasche, fontane, statue, un piazzale che
divide la collina nord dalla sud, panchine per il riposo e la
lettura e tanti vialetti ombrosi. Anche per questa diversità di
panorami che offre, il Giardino è considerato uno dei migliori
mai realizzati in Europa.
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